La PA italiana spende 27 milioni in licenze di Microsoft Office
Altro che open source nelle realtà pubbliche: parte un bando per 65 mila installazioni
La notizia pubblicata alcuni giorni fa precede la vigilia con la user conference mondiale della comunità OpenOffice.org, vale a dire la principale alternativa open source proprio a Microsoft Office, conference che per la prima volta nella sua storia si svolge in a Orvieto.
Probabilmente alcune applicazioni utilizzate nella PA sono legate al mondo Office e necessitano di licenze Microsoft, ma la domanda spontanea è se sia possibile utilizzare prodotti alternativi come il formato ODF coda che peraltro i cugini d’oltralpe hanno già iniziato a fare da un po’.
27 milioni in fine dei conti non sono nulla se paragonati alla mole economica che richiede la PA, ma se non si da un buon esempio. Peccato sarebbe stata una mossa di responsabilità e di rispetto verso tutti.
